La svedese Jessica Lindell-Vikarby vince a sorpresa a Cortina

Martedì 27 Gennaio 2009

A volte succede. Le favorite nel superG di Cortina d’Ampezzo, gara di chiusura della settimana di Coppa del Mondo sull’Olympia delle Tofane, erano ben altre. Cominciando da Renate Goetschl, che su questa pista ha sempre fatto faville, e continuando con la Paerson , la Riesch , la Vonn , la Brydon e chi più ne ha più ne metta. E invece per un motivo o per un altro, la Paerson , la Riesch e la Brydon sono finite addirittura nelle reti della Grande S, nessuna delle big ha primeggiato. E così ha vinto la giovane svedese di Stoccolma, ventiquattro anni, un solo podio in carriera prima di oggi, terza nel dicembre del 2007 a Lake Louise, ovviamente bionda, ovviamente felice, ovviamente sorprendente. Per la verità Jessica Lindell-Vikarby, un fisico che è la metà di quello della connazionale Anja Paerson, non ha solo vinto il superG cortinese: l’ha proprio fatto suo dominandolo ed infliggendo a tutte le rivali ritardi pesantissimi. La sua discesa infatti è stata perfetta, dallo Schuss di Pomedes sino al traguardo di Rumerlo. Tant’è che la seconda classificata, la diciannovenne austriaca di Salisburgo, Anna Fenninger, ha accusato comunque un ritardo di ottantun centesimi di secondo che è un’enormità per una gara non eccessivamente lunga e su una neve non certo selettiva.

Bene le svizzere, addirittura cinque tra le prime dieci con la ventunenne Andrea Dettling addirittura sul terzo gradino sul podio. Sorprendente pure lei, al suo primo risultato rilevante nella vita, come Anna Fenninger, però con la differenza che della terribile ragazzina austriaca, già tre volte campionessa del mondo juniores e già battezzata in patria come la nuova Annemarie Moser-Proell, sentiremo parlare ancora bene e molto a lungo. Indubbiamente stamane sono state avvantaggiate le supergigantiste con i numeri di pettorale bassi: Jessica col nove, Anna col cinque, Andrea col tre e Monika Dumermuth, quarta, con l’uno. E questo perché, nonostante l’Olympia delle Tofane fosse per tradizione tirata a lucido come un biliardo, la neve scesa abbondante all’inizio di questa settimana non poteva che rivelarsi un po’ molle e ancor più farinosa man mano che scendevano le concorrenti e la pista si riscaldava al sole dello splendido lunedì ampezzano.

Quando Nadia Fanchini ha in effetti concluso la sua prova, con un ritardo di quasi un secondo (novantaquattro centesimi) dalla Lindell-Vikarby non era assolutamente soddisfatta della sua performance. “La pista è bellissima e difficile quando è ghiacciata, ma con questa neve, che proprio non mi va giù, diventa troppo facile per tutte e particolarmente indigesta per le mie qualità tecniche”. E invece dopo di lei, scesa col numero undici, nessuna è riuscita a segnare un tempo migliore del suo. Né la Paerson , né la Riesch , né la Vonn , di cui si è già detto. Ma neanche Fabienne Suter, che pure divideva con la bresciana il primato di Coppa del Mondo di superG prima della gara odierna, è riuscita ad interpretare a dovere il tracciato ed ha concluso solo al quindicesimo posto. Insomma alla fin fine Nadia Fanchini non solo aveva cambiato opinione e umore, ma addirittura era raggiante per il quinto posto ottenuto sull’Olympia delle Tofane che le ha permesso così di conservare il pettorale rosso di leader della classifica di superG e di non dividerlo più con l’elvetica Fabienne Suter.

Non altrettanto bene sono andate le altre azzurre. Si è salvata forse solo Lucia Recchia, tra le più veloci nella prima parte del tracciato, ma indubbiamente danneggiata dall’alto numero di pettorale di partenza (il trentuno). Wendy Siorpaes non ha infatti confermato lo splendido sesto posto ottenuto sabato nella discesa delle Tofane: stavolta ha sbagliato il salto del Duca d’Aosta e non ha più attaccato la sua pista come avrebbe potuto e dovuto. Appena trentesima, però ancor peggio sono andate Camilla Alfieri (trentaquattresima) e Daniela Merighetti (quarantesima). Per non parlare di Daniela Ceccarelli che è stata addirittura squalificata per una minima irregolarità (di un millimetro) sull’altezza della piastra dopo che comunque aveva terminato la sua gara al trentacinquesimo posto e con un ritardo dalla vincitrice di quasi tre secondi. Di modo che il cittì azzurro delle donne, Much Mair, ha rinviato le sue scelte definitive sul quartetto che disputerà il superG dei Mondiali di Val d’Isére al superG di sabato prossimo a Garmisch che varrà quindi come selezione per stabilire i nomi delle due italiane che affiancheranno Nadia Fanchini e Lucia Recchia nella rassegna iridata.

1.JESSICA L. VIKARBY (SWE)   2.ANNA FENNINGER (AUT)  3.ANDREA DETTLING (SVI)

  

Cortina, tris d’assi austriaco: Zettel, Kirchgasser, Goergl

Domenica 25 Gennaio 2009

Prima Kathrin Zettel, al suo terzo successo stagionale in gigante dopo Soelden e Semmering. Seconda Michaela Kirchgasser, già in corsa per il podio al termine della prima manche. Terza Elisabeth Goergl, ma solo perché ha pasticciato sulla penultima porta di Rumerlo quando volava verso il successo e si è impiantata. Tre austriache comunque ai primi tre posti del gigante di Coppa del Mondo di Cortina d’Ampezzo: non succedeva dal 2006 a Semmering quando i gradini del podio furono occupati dalle tre fuoriclasse Zettel, Hosp e Schield. Un trionfo dopo la disfatta di ieri in discesa dove la miglior austriaca è stata Ingrid Rumpfhuber, dodicesima. Waterloo dopo Austerlitz. Bisogna infatti risalire al dicembre del ’94 per trovare un’altra austriaca in libera fuori dalle prime dieci (Alexandra Meissnitzer dodicesima a Lake Louise). Se ne vedono insomma di tutti i colori nello sci. Anche che la più brava delle azzurre oggi sul pendio delle Tofane sia stata Nicole Gius, addirittura diciannovesima con un pesantissimo ritardo dalla Zettel: ben quattro secondi e quarantaquattro centesimi. Una Caporetto. Perché anche qui bisogna tornare al gigante ampezzano del 1999, cioè di due lustri fa, per scoprire un risultato peggiore in casa azzurra sulla pista di Rumerlo (ventiseiesima sempre la Gius ) in una specialità nella quale le italiane, come del resto le austriache in discesa, hanno sempre recitato un ruolo d’eccellenza.

Domani è un altro giorno, si vedrà… Come canterebbe Ornella Vanoni. Si vedrà se anche le azzurre sapranno subito riscattare la debacle odierna. Nadia Fanchini è attualmente leader in superG grazie al successo di Lake Louise e al terzo posto di St. Moritz e quindi è logico attendersi una sua pronta rivincita, anche se la bresciana di Montecampione non sembra gradire molto questa pista e più ancora le attuali condizioni della neve. Una neve molle e delicata, come l’hanno definita in coro tutte le azzurre, da Denise Karbon a Manuela Moelgg, da Nicole Gius a Karen Putzer, quasi per giustificare una prestazione di squadra davvero scadente. Ma nessuno avrebbe vietato alla squadra nazionale di Much Mair di fare come le austriache che in settimana si sono allenate a Maria Alm nel Salisburghese su una neve cioè del tutto simile a quella che hanno trovato stamane a Cortina d’Ampezzo. Le azzurre invece si sono preparate in settimana sul pendio ghiacciato della Val di Fassa, dove per stare dentro alle porte bisogna far incidere con maggior pressione le lamine degli sci. Oggi invece si sarebbe dovuto sciare con molta più naturalezza e sensibilità, senza essere cioè brusche o eccessivamente aggressive.

D’aggressiva c’era già la neve, come l’ha definita Denise Karbon. Una neve alla quale paradossalmente non bisognava fare molto male perché altrimenti te l’avrebbe fatta pagare. E così è stato. Sin dalla prima manche. Dove la Karbon si è salvata con il sesto posto provvisorio, ma già accusando un ritardo pesante (quasi un secondo e mezzo) da Elisabeth Goergl. Né meglio aveva fatto Manuela Moelgg (nona) o Nicole Gius (tredicesima), mentre addirittura Karen Putzer, convinta di essere stata esclusa dalle prime trenta, aveva abbandonato il teatro di gare e hanno dovuto cercarla per tutta Cortina perché arrivasse in tempo al cancelletto di partenza della seconda discesa. Nella quale le cose nel club Italia di gigante sono andate ancora peggio visto che Manuela Moelgg è saltata nelle prime porte della diagonale che porta alla Grande S e Denise Karbon, partita decisamente all’attacco, ha finito per commettere un errore (di linea) dietro l’altro sino ad inforcare quasi una porta, e a disunirsi sullo Scarpadon: insomma ha chiuso addirittura venticinquesima come nel 2007 a Sierra Nevada, con un distacco per lei abissale di cinque secondi e venti.

Con questa debacle Denise Karbon ha definitivamente compromesso la sua corsa alla riconferma di regina del gigante. Saranno infatti Kathrin Zettel e la finlandese Tanja Poutiainen, ora separate da un solo punto (369 contro 368) a contendersi la Coppa di specialità. Lindsey Vonn, decima nel gigante odierno, guida invece sempre la classifica generale di Coppa del Mondo con un vantaggio di settantadue punti sulla tedesca Maria Riesch, fuori già nella prima manche, e di centosette su Anja Paerson che, con un ginocchio in disordine, non ha saputo far meglio del diciottesimo posto dopo essere stata eccellente quarta, e prima delle non austriache, nella prima manche.

1.KATHRIN ZETTEL(AUT)  2.MICHAELA KIRCHGASSER(AUT) 3.ELIZABETH GOERGL(AUT)

                    

Dominique Gisin vince la discesa libera di Cortina d’Ampezzo

Domenica 25 Gennaio 2009

Dominique Gisin, ventitreenne elvetica di un cantone della Svizzera tedesca, Obvaldo, a sud del lago di Lucerna, ha vinto la ventiseiesima discesa femminile di Coppa del Mondo di Cortina d’Ampezzo precedendo sul traguardo di Rumerlo di quindici centesimi di secondo Lindsey Vonn e di diciassette Anja Paerson. Soltanto una settimana fa la Gisin e la Paerson erano salite insieme sul gradino più alto del podio della libera di Zauchensee, ma stavolta la campionessa svedese, sul primo salto dell’Olympia delle Tofane, dove lo Schuss di Pomedes con una curva si stacca dal Rifugio Duca d’Aosta per volare a valle, ha sentito nell’atterraggio un dolore abbastanza forte al ginocchio sinistro, già infortunato, e con tutte le paure del caso ha concluso una gara comunque fantastica. Pilota d’aereo grazie al brevetto conseguito presso l’Aeronautica militare, anche Dominique ha passato i suoi guai con le ginocchia, tant’è che se fortinalmente in questo inizio di 2009 sta dimostrando tutte le sue enormi possibilità tecniche nelle prove veloci è perché sta finalmente bene ed ha completamente recuperato dalla recente operazione ai crociati. Eccezionale è stata la Gisin soprattutto nella parte finale del tracciato, dove ha costruito la sua seconda vittoria in carriera nei confronti di Lindsey Vonn, l’americana a stelle e strisce che ha in ogni caso salvato la leadership di Coppa del Mondo di discesa respingendo l’assalto della svizzera che ora però la tallona ad appena quattordici punti (226 contro 240).

Ma la notizia che ha fatto più clamore nel primo giorno di gare della Coppa del Mondo ampezzana, giunta alla sua diciassettesima edizione consecutiva, è stato il sorprendente sesto posto conquistato dalla ragazzina acqua e sapone che vive nell’ex castello di de Zanna, nel sestriere ampezzano Chiave, frazione di Majon. Come nelle favole a lieto fine Wendy Siorpaes ha infatti ottenuto il più importante risultato della sua fresca storia di promettente ragazza jet azzurra sulla pista dove è nata e cresciuta. La ventiquattrenne cortinese del Casato dei Zeli, che giusto lo scorso 13 gennaio ha festeggiato il suo compleanno, è stata addirittura la più veloce di tutte nei tre rilevamenti cronometrici intermedi e se non è finita sul podio è soltanto perché ha tagliato troppo la curva di Girardon e ha preso troppo larga la porta sull’ultimo salto che accompagna al traguardo. Figlia di Mansueto, maestro di sci di Cortina d’Ampezzo e gestore del rifugio Nuvolau, a quota 2575 metri, un posto incantevole con una splendida vista sul Passo Falzarego, il Giau e la conca ampezzana, e di Jo-Anne, di origine canadese, terza di due fratelli, Kevin e David, con il sesto posto di oggi, ad appena trentaquattro centesimi di secondo dalla Gisin, ha comunque staccato in extremis il biglietto per partecipare alla discesa dei prossimi campionati del mondo di Val d’Isére.

Prima della discesa di Wendy Siorpaes la migliore delle azzurre era stata Daniela Merighetti, ugualmente soddisfatta della sua prova e del decimo posto conseguito alla fine. Ha deluso un po’, è giusto dirlo, Nadia Fanchini che ha chiuso in sedicesima posizione, a quasi un secondo dalla trionfatrice svizzera, preceduta in classifica da un’altra italiana, Verena Stuffer, buona quattordicesima. La stessa bresciana ha infatti ammesso al termine della prova di non essere stata soddisfatta della sua discesa: “Spigolavo troppo, non mi riusciva di attaccare, forse la neve era troppo molle per i miei gusti. Lo sapete, amo i tracciati ghiacciati e, se anche questa pista mi piace da impazzire, mentalmente forse non la so interpretare come si dovrebbe”. Ventiduesima Lucia Recchia, soltanto ventiseiesima Daniela Ceccarelli. Per cui adesso sarà un bel problema per il cittì Much Mair scegliere le quattro discesiste che porterà ai Mondiali di Val d’Isére. Scontata la partecipazione della Fanchini e della Siorpaes, e probabilmente anche quella della Merighetti, la quarta scelta dovrebbe privilegiare Lucia Recchia rispetto alla Stuffer e alla Ceccarelli. La quale potrà comunque rifarsi lunedì nella specialità che più gradisce, quel superG che l’ha fatta diventare campionessa olimpica a Salt Lake City nei Giochi invernali del 2002.

1.DOMINIQUE GISIN (SVI)      2.LINDSEY VONN (USA)       3.ANJA PAERSON (SWE)