Dominique Gisin vince la discesa libera di Cortina d’Ampezzo
Dominique Gisin, ventitreenne elvetica di un cantone della Svizzera tedesca, Obvaldo, a sud del lago di Lucerna, ha vinto la ventiseiesima discesa femminile di Coppa del Mondo di Cortina d’Ampezzo precedendo sul traguardo di Rumerlo di quindici centesimi di secondo Lindsey Vonn e di diciassette Anja Paerson. Soltanto una settimana fa la Gisin e la Paerson erano salite insieme sul gradino più alto del podio della libera di Zauchensee, ma stavolta la campionessa svedese, sul primo salto dell’Olympia delle Tofane, dove lo Schuss di Pomedes con una curva si stacca dal Rifugio Duca d’Aosta per volare a valle, ha sentito nell’atterraggio un dolore abbastanza forte al ginocchio sinistro, già infortunato, e con tutte le paure del caso ha concluso una gara comunque fantastica. Pilota d’aereo grazie al brevetto conseguito presso l’Aeronautica militare, anche Dominique ha passato i suoi guai con le ginocchia, tant’è che se fortinalmente in questo inizio di 2009 sta dimostrando tutte le sue enormi possibilità tecniche nelle prove veloci è perché sta finalmente bene ed ha completamente recuperato dalla recente operazione ai crociati. Eccezionale è stata la Gisin soprattutto nella parte finale del tracciato, dove ha costruito la sua seconda vittoria in carriera nei confronti di Lindsey Vonn, l’americana a stelle e strisce che ha in ogni caso salvato la leadership di Coppa del Mondo di discesa respingendo l’assalto della svizzera che ora però la tallona ad appena quattordici punti (226 contro 240).
Ma la notizia che ha fatto più clamore nel primo giorno di gare della Coppa del Mondo ampezzana, giunta alla sua diciassettesima edizione consecutiva, è stato il sorprendente sesto posto conquistato dalla ragazzina acqua e sapone che vive nell’ex castello di de Zanna, nel sestriere ampezzano Chiave, frazione di Majon. Come nelle favole a lieto fine Wendy Siorpaes ha infatti ottenuto il più importante risultato della sua fresca storia di promettente ragazza jet azzurra sulla pista dove è nata e cresciuta. La ventiquattrenne cortinese del Casato dei Zeli, che giusto lo scorso 13 gennaio ha festeggiato il suo compleanno, è stata addirittura la più veloce di tutte nei tre rilevamenti cronometrici intermedi e se non è finita sul podio è soltanto perché ha tagliato troppo la curva di Girardon e ha preso troppo larga la porta sull’ultimo salto che accompagna al traguardo. Figlia di Mansueto, maestro di sci di Cortina d’Ampezzo e gestore del rifugio Nuvolau, a quota 2575 metri, un posto incantevole con una splendida vista sul Passo Falzarego, il Giau e la conca ampezzana, e di Jo-Anne, di origine canadese, terza di due fratelli, Kevin e David, con il sesto posto di oggi, ad appena trentaquattro centesimi di secondo dalla Gisin, ha comunque staccato in extremis il biglietto per partecipare alla discesa dei prossimi campionati del mondo di Val d’Isére.
Prima della discesa di Wendy Siorpaes la migliore delle azzurre era stata Daniela Merighetti, ugualmente soddisfatta della sua prova e del decimo posto conseguito alla fine. Ha deluso un po’, è giusto dirlo, Nadia Fanchini che ha chiuso in sedicesima posizione, a quasi un secondo dalla trionfatrice svizzera, preceduta in classifica da un’altra italiana, Verena Stuffer, buona quattordicesima. La stessa bresciana ha infatti ammesso al termine della prova di non essere stata soddisfatta della sua discesa: “Spigolavo troppo, non mi riusciva di attaccare, forse la neve era troppo molle per i miei gusti. Lo sapete, amo i tracciati ghiacciati e, se anche questa pista mi piace da impazzire, mentalmente forse non la so interpretare come si dovrebbe”. Ventiduesima Lucia Recchia, soltanto ventiseiesima Daniela Ceccarelli. Per cui adesso sarà un bel problema per il cittì Much Mair scegliere le quattro discesiste che porterà ai Mondiali di Val d’Isére. Scontata la partecipazione della Fanchini e della Siorpaes, e probabilmente anche quella della Merighetti, la quarta scelta dovrebbe privilegiare Lucia Recchia rispetto alla Stuffer e alla Ceccarelli. La quale potrà comunque rifarsi lunedì nella specialità che più gradisce, quel superG che l’ha fatta diventare campionessa olimpica a Salt Lake City nei Giochi invernali del 2002.
1.DOMINIQUE GISIN (SVI) 2.LINDSEY VONN (USA) 3.ANJA PAERSON (SWE)

